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STORIA DI KARMOUSS

La storia di questa famiglia cominciò nel lontano 1954, quando una dottoressa slovena, Nežka Šepec, andò in Guinea nell’ambito di un progetto di cooperazione con Paesi non allineati. In seguito trovò un lavoro nella francese OCP (Cherifien Office of Phosphates) e andò in Marocco come ostetrica. Lì conobbe suo marito, Bouchaib El Khiar.

Nel 1967 nacque il loro figlio, Hakim. La loro vita era molto diversa da quella di un tipica famiglia marocchina, poiché avevano numerose proprietà e una scuola guida privata con 14 macchine e 3 camion. Vivevano in una grande masseria, dove oltre agli animali avevano anche oliveti e campi di eucalipto.

La tenuta si estendeva su 100 ha in un posto isolato nei pressi della cittadina di Khouribga, nel nord-ovest del Marocco. Il padre Bouchaib piantò intorno alla casa dei cactus sui quali crescevano frutti molto colorati, ma anche benefici.

Il piccolo Hakim si divertiva immensamente nella tenuta e i genitori potevano offrirgli una vita agiata. Già da piccolo guidava le macchine, andava a caccia con il papà e frequentava una scuola araba e francese. Nel 1974 la mamma Nežka decise di ritornare con il figlio in Slovenia, dove lui avrebbe frequentato una scuola slovena. Ogni tanto, Nežka tornava a visitare suo marito Bouchaib in Marocco, ma con il tempo i contatti con la famiglia in Marocco s’interruppero. Il piccolo Hakim crebbe, si sposò e scelse il suo paese natale per la sua luna di miele.

Su un piccolo pezzo di carta che la madre Nežka diede al figlio Hakim c’era scritto l’indirizzo dove lo zio a Casablanca viveva 35 anni prima. Questo biglietto era l’unica speranza che Hakim aveva per cominciare la ricerca delle sue radici in una città con milioni di abitanti. A quell’indirizzo non abitava più nessuno, ma il cognome della famiglia, El Khiar, era ancora famoso anche dopo tutti gli anni passati. Così Hakim, tramite alcuni sconosciuti, trovò la sua famiglia. Al ritrovo ci fu tanta allegria e gente felicissima, ma il papà non c’era più. Un dolore profondo negli occhi di Hakim, ira e furore – ma solo fino a quando Hakim andò a vedere la tenuta dove aveva vissuto con il papà e la mamma. Fu come se fosse ritornato in quel periodo. Cominciò ad arrampicarsi sui muri, correre per la masseria e nella casa abbandonata trovò persino gli strumenti medici della mamma; sulla parete c’era ancora la sua farfalla e la fionda che aveva realizzato da solo tanti anni prima. Si, ne era valsa la pena – nonostante le emozioni intense e i ricordi soppressi.

Oggi nella tenuta non ci sono più animali, ma solo pale di cactus grandi diversi metri su cui ogni anno crescono tonnellate di frutti colorati grandi come kiwi che hanno un effetto benefico sulla salute. Nel passato le piante non venivano utilizzate per produrre olio – bisognò quindi cogliere l’opportunità e usare i cactus vecchi più di 50 anni per la produzione del prezioso unguento, completamente naturale e puro al 100%.

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